
- 2,5 kgSpalla o Coscia disossata
- 300 grPancetta di Maiale
- 200 grYogurt Greco Intero
- 60 mlSucco di Limone
- 80 mlOlio EVO
- 15 grSale
- 40 grRub
- 3 grPepe Nero
- 2 pzCipolla rossa – 2 pz grandi (da infilare nello spiedo, sopra e sotto, come fermo)
- Marinatura della carne
Taglia la carne in fette sottili (0,5–1 cm). Prepara una marinata con yogurt, succo di limone, aglio tritato, olio EVO e il tuo rub preferito, noi consigliamo Big Phat Greek di Angus & Oink.
Massaggia bene la carne e lasciala riposare in frigo almeno 6 ore (meglio una notte).
- Preparazione dello spiedo
Infilza le fette di carne una sull’altra su uno spiedo verticale, comprimendo bene e alternando con della pancetta. Blocca sopra e sotto con mezza cipolla. Se non hai girarrosto verticale, puoi usare spiedo orizzontale o montare la pila di carne in una cocotte alta. (In fondo trovi degli accessori che usiamo anche noi)
- Cottura al BBQ
Predisponi il dispositivo per indiretta a 160–170°C, con legno da affumicatura leggero (ciliegio o melo). Cuoci per 2–2,5 ore, finché la carne raggiunge 75–80°C al cuore e presenta una crosticina dorata.
Durante la cottura, spennella ogni tanto con la marinata rimasta.
- Servizio
Taglia la carne a scaglie sottili, in stile kebab. Farcisci la pita calda con tzatziki, insalata greca e patate alla taverna.
Servi subito, con un filo d’olio EVO a crudo.
- Calorie:720 kcal36%
- Proteine:42 gr84%
- Carboidrati:52 gr20%
- Zuccheri:7 gr8%
- Grassi:36 gr51%
- Sale:2,7 gr45%
- Energia:3000 kJ36%
Se dici Grecia, dici Gyros. Un piatto che non è solo cibo, ma cultura da strada, convivialità e identità nazionale.
Nato come risposta ellenica al kebab turco, il Gyros si distingue per l’uso del maiale, marinato e stratificato, poi cotto lentamente su spiedo verticale. Un piatto che ha conquistato l’Europa intera, diventando il simbolo dello street food greco.
Noi lo abbiamo riportato al fuoco vivo, con le logiche del BBQ: tempo, affumicatura e tecnica indiretta. Perché il Gyros non è semplicemente carne infilata su uno spiedo: è bilanciamento di marinatura, cottura e servizio.
La carne: cuore del piatto
Tradizionalmente si utilizza spalla o coscia di maiale. Due tagli perfetti per il BBQ: ricchi di tessuti connettivi e di grasso intramuscolare, che in cottura lenta si trasformano in succosità e morbidezza.
Il nostro “tocco segreto” è l’uso del rub Big Phat Greek di Angus & Oink: un mix che richiama sole, erbe mediterranee e spezie calde, che insieme a yogurt e limone crea una marinata capace di penetrare la carne e donarle profondità aromatica.
La cottura: dal girarrosto al BBQ
In Grecia il Gyros gira davanti a fiamme vive, abbrustolendo lentamente strato dopo strato. L’ideale resta il girarrosto, certo, ma la versione che ci entusiasma di più è quella appesa nel Pit Barrel Classic: qui la carne prende fumo in modo uniforme e si irrora dei suoi stessi succhi.
In alternativa, qualsiasi dispositivo che lavori a calore indiretto sui 160–170°C funziona alla grande: basta aggiungere un tocco di legno da frutto (ciliegio o melo) e armarsi di pazienza.
La stratificazione sullo spiedo non è solo estetica: è il segreto per costruire bark dorate e caramellizzate fuori, proteggendo all’interno una carne morbida e succosa.
E il taglio “a scaglie”, fatto poco alla volta durante il servizio, non è folclore: è la chiave per offrire sempre morsi equilibrati tra croccantezza esterna e scioglievolezza interna.
Il contorno: un piatto dentro al piatto
Il Gyros non vive da solo: la pita calda accoglie non solo la carne, ma anche i contrasti che completano l’esperienza.
- Tzatziki: fresco, cremoso, con cetriolo e aglio che ripuliscono il palato.
- Horiatiki (insalata greca): pomodori, cetrioli, olive, cipolla e feta: acidità, croccantezza e sapidità in un solo morso.
- Patate alla taverna: speziate, dorate, con quell’aroma di limone che lega carne e verdure.
Non un semplice “panino”, ma un piatto completo dove ogni elemento è pensato per equilibrare l’altro.
Perché al BBQ diventa indimenticabile
Il Gyros al BBQ non è una copia da taverna casalinga. È un piatto che sfrutta al massimo le potenzialità del fuoco indiretto e dell’affumicatura:
- la carne sviluppa strati di sapore grazie alla Maillard lenta e progressiva,
- la nota fruttata del legno abbraccia la marinata di erbe e agrumi,
- ogni scaglia tagliata racconta un morso diverso, tra croccantezza esterna e succosità interna.
Il risultato? Un viaggio in Grecia senza prendere l’aereo, con il valore aggiunto che solo un pitmaster può portare: il fuoco domato e trasformato in cultura gastronomica.
Tocco Segreto

Un Gyros non è solo carne infilzata e cotta: è equilibrio di spezie, profumo d’erbe e quella nota agrumata che ti trasporta subito in una taverna dell’Egeo.
Per questo abbiamo scelto il Big Phat Greek di Angus & Oink, un rub che sa di origano selvatico, rosmarino, limone e un tocco caldo di cannella.
Non copre, ma accompagna. Penetra bene nelle fibre della carne e, con la giusta marinatura, trasforma un “semplice” spiedo di maiale in qualcosa che profuma d’estate e di brace.
La vera magia arriva in cottura: il calore del BBQ esalta le note mediterranee e crea quel mix irresistibile tra crosticina caramellata fuori e succosità dentro.
Il risultato? Un Gyros che non ha niente da invidiare a quello servito nelle stradine di Atene, ma con la firma del fuoco lento e dell’affumicatura leggera che solo il BBQ sa dare.
Attrezzi Segreti
Il Gyros nasce sullo spiedo, non ci sono scorciatoie. La stratificazione della carne funziona solo se hai un supporto che ti permette di cuocere in verticale, così i succhi colano e si auto–bagnano, mantenendo ogni strato morbido e saporito.
Qualsiasi pitmaster con qualche km di brace alle spalle ha uno spiedo nel suo arsenale, ma se siete alle prime armi (o se vi manca l’accessorio giusto) ci sono delle soluzioni verticali davvero pratiche.
Noi usiamo spesso questi due modelli, perfetti per BBQ domestici:
👉 Spiedo verticale compatto – ideale per piccoli setup o per fare prove in cucina
👉 Spiedo verticale XL – più robusto, pensato per quantità generose e per cuocere come in taverna
Entrambi sono semplici da usare e si inseriscono facilmente in diversi tipi di BBQ. Il vantaggio? Cottura uniforme, bark croccante e gestione intuitiva. Una volta provato, non tornerete più indietro.














